Il 16 luglio 1944, durante uno dei bombardamenti che flagellarono la città di Jesi, veniva abbattuta una misera casetta in Via Zara. Il suo unico occupante, Roberto Vecci detto Rube de Zoccò, fu ritrovato vivo sotto le macerie, scavate a mani nude dai suoi vicini. Aveva in testa uno scolapasta, che gli aveva probabilmente salvata la vita, e dal quale non volle più separarsi.
