L’11 luglio 1995 le truppe serbo-bosniache del generale Mladic entravano a Srebrenica, enclave musulmana in Bosnia Erzegovina. Abbandonata dalla comunità internazionale, la città visse giorni di terrore: 8. 000 uomini dai 12 ai 70 anni furono massacrati e sepolti nelle fosse comuni, mentre le donne sopravvissute agli stupri fuggivano nei boschi.
